Cibo e Benessere

ALPFOODWAY: Proteggiamo il nostro patrimonio

Selezione prodotti alpini a Milano

Al Palazzo della Regione si presenta un grandioso evento volto ad educare alla salvaguardia del patrimonio alimentare alpino e al rinnovamento delle tradizioni gastronomiche.

Presidente ERSAF – Alessandro Fede Pellone

Al Palazzo della Regione Lombardia, sito in Piazza Città, angolo di via Gioia, è andato in scena un evento spettacolare: l’ AlpFoodway, svoltosi nella giornata del 29 Ottobre, nella nuova sede governativa regionale. L’evento, con lo scopo di promuovere il cibo alpino, particolarmente ricercato, ha visto la partecipazione anche di ioamomilano.net, la nostra nuova piattaforma, che ha come obiettivo la valorizzazione di Milano nelle sue molteplici sfaccettature culturali e turistiche.

Piazza Città di Lombardia

E’ stato un evento sicuramente proficuo, molti gli interventi che si sono susseguiti durante la mattinata a testimonianza del grande lavoro svolto per salvaguardare il patrimonio alimentare e culturale del territorio alpino. Ne è emerso che la tradizione non è da considerare come vecchia, ma va rivalutata e considerata in un’accezione innovativa.

Il rilancio parte da qui, con un ritorno nelle aree montane di persone che vogliono fare qualcosa di più e qualcosa di buono, ma soprattutto qualcosa di utile. L’eccellenza locale non deve più essere solo del luogo, ma essere valorizzata e salvaguardata diventando patrimonio culturale e perché no, anche patrimonio dell’ Unesco. La sfida lanciata: aggiungengere ai 12 siti Unesco già presenti sul territorio alpino, a livello nazionale, particolarmente protetti,  anche quello del patrimonio alimentare. 


Il progetto AlpFoodway diventa l’occasione non solo per rilanciare il patrimonio locale, ma anche il patrimonio di tutto l’arco alpino grazie anche ad EUSAlp, associazione che si occupa da anni di salvaguardare e rivitalizzare il patrimonio alimentare, privo di tutta quella contaminazione chimica che spesso finisce sulle nostre tavole.

La tradizione, vedeva dapprima tramandare il sapere di padre in figlio, ora invece si cercano altri canali quali attività, eventi, corsi di formazione.

Il primo passo è stato quello di creare un inventario del patrimonio alimentare locale per conservare il bene e tramandarlo. Sono stati mappati prodotti, esperienze, cantine, ristoratori, chef, nel loro complesso industrializzato, e tutte quelle attività che cercano di valorizzare il territorio e le loro radici attraverso la tradizione locale. Di fatto, a testimonianza di questi dati, è in notevole aumento la cucina a chilometro zero, prodotti originari delle terre locali, una cucina sempre più indirizzata al benessere, incrementando la qualità stessa. 

Questi casi sono stati poi analizzati e studiati, pensando anche a come poterlo trasmettere attraverso un linguaggio moderno, ecco che i social, diventano uno strumento sempre più affine all’ambito turistico o enogastronomico.

Si è posta attenzione ai piccoli produttori insegnando loro a come diventare grandi sui social attraverso due strade: “storytelling” – (digital experience) – cioè non mostrare più solo il prodotto finito ma raccontare attraverso le foto dei luoghi, degli animali, della natura, delle persone, del lavoro, della costanza di una produzione, tutti valori che sono parte integrante e costitutiva del prodotto finito; ed il “taste education” – (l’assaggio) –  così come si fa per il vino, viene fatto assaggiare o meglio degustare il prodotto per far capire la qualità.

Sono state quindi pianificate strategie a cui le comunità alpine stanno già lavorando, e dove è necessario fare squadra.

Immaginando di potersi proiettare nel 2030, le alpi diventerebbero un luogo suggestivo, ricco di storia e fascino, un patrimonio naturalistico che offre degli spettacoli unici, abbinati a una tradizione alimentare secolare, le cui radici affondano in una tradizione antichissima, volta però ad ergersi verso il futuro, proprio come le vette che fungono da cornice a questo mondo sensazionale.

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